La Nostra Storia

Una storia che parte da molto lontano in un mondo apparentemente distante, ma che affonda le sue radici nel coraggio e nella volontà di servizio.
E nella vita delle persone meravigliose che questa storia hanno cominciato.

Un viaggio lungo 30 anni


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Nell'estate del 2017, assieme ai nostri Ospiti, ai loro parenti e tutti coloro che sono legati professionalmente od emotivamente al nostro lavoro, abbiamo festeggiato i 30 anni di attività della nostra struttura. Questa però non è che l'ultima delle trasformazioni di una struttura che, pur nelle destinazioni più diverse, nei momenti storici più vari e difficili, non ha comunque mai smesso di dimostrare la propria fondamentale vocazione all'Accoglienza.

Casa Ieralla compie 30 anni? Non ci sentiamo ancora vecchi!

Questo abbiamo scritto su cartelli e sui giornali, perché è la nostra storia a insegnarci che l'età anagrafica non conta, quanto la continua voglia di cambiare, di migliorarsi per migliorare.


La Casa “Livia Ieralla”, di proprietà della Diocesi di Trieste, ha sede a Trieste in località Padriciano 199. In attuazione delle finalità del proprio Statuto, la Casa “Livia Ieralla” si riconosce nell’area del privato sociale - terzo settore - ed opera secondo i principi dell’etica cristiana e della sussidiarietà.
L’Ente - con Lettera fondazionale prot. n. 230/87 - veniva istituito dalla Diocesi di Trieste in data 25 marzo 1987, quale persona giuridica pubblica nell’ordinamento canonico a norma del Codice di Diritto Canonico. La costituzione era motivata dal desiderio e dall’intenzione della Diocesi di realizzare una struttura per offrire ospitalità ed aiuto umano, morale e religioso a persone anziane in situazione di grave difficoltà assistenziale in famiglia.
Il progetto si rendeva attuabile per la disponibilità di un immobile, già adibito a Residence per sordomuti concesso alla Diocesi di Trieste dall’Ufficio Stralcio di Trieste degli Enti Soppressi. La Casa è una struttura protetta - autorizzata con DGR 402/2004 ai sensi del DP Reg 083/90 - che offre ospitalità ed assistenza umana, morale e religiosa a persone non autosufficienti, nonché a sordomuti ed a sacerdoti non autosufficienti, per i quali non sia possibile la permanenza nell’ambito familiare né la fruizione di altro idoneo servizio alternativo al ricovero. Essa fornisce agli Ospiti prestazioni di tipo alberghiero, assistenziale, di socializzazione e di animazione, assieme a prestazioni di carattere sanitario e riabilitativo.
L’Ente - essendo Onlus - non persegue fini di lucro ed impiega eventuali utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione di attività istituzionali e di quelle direttamente a queste connesse; ha l’obbligo di redigere annualmente il bilancio consuntivo e di tenere l’amministrazione e la contabilità, oltre che secondo le disposizioni del Codice di Diritto Canonico, date in materia, anche in conformità alla relativa normativa civile e fiscale dello Stato.



La struttura della Casa di Riposo porta il nome di “Livia Staffieri Ieralla”, moglie di Vittorio Ieralla, primo Presidente dell’Ente Nazionale Sordi che edificò la struttura stessa. Livia Ieralla nacque a Trieste il 5 maggio 1910 da vecchia famiglia triestina. Fu colpita da sordità entro il 1° anno di vita, in seguito ad un’otite con conseguente perforazione del timpano. Alla scuola dei sordi, che sotto l’Austria, ebbe un notevole impulso, conobbe Vittorio Ieralla di 7 anni più vecchio di lei che la accompagnò negli studi e più tardi nella lotta per la redenzione dei sordi che, a Trieste, si concentrò nell’Associazione “San Giusto”. Nel 1934 sposò Vittorio Ieralla e da quel momento, la sua vita, accanto al marito, divenne missione per riabilitare la categoria dei sordomuti ai quali erano negati l’istruzione ed il lavoro. L’edificio denominato Residence Livia Ieralla fu eretto negli anni 1975-1976, voluto da Vittorio Ieralla e dall’Ente Nazionale Sordomuti da Lui presieduto, con l’appoggio del Vescovo di Trieste, Monsignor Antonio Santin e finanziato in parte con i fondi ricavati dalla vendita dell’Istituto Professionale per i sordomuti di Via Conti. Nel corso della costruzione fu modificata la destinazione d’uso, da scuola professionale a centro di accoglienza e ospitalità a sordomuti di passaggio e sordomuti pensionati autosufficienti. Nel maggio 1976 la struttura fu aperta in situazione di emergenza per accogliere una ventina di sordomuti friulani, in prevalenza anziani, vittime del terremoto che aveva colpito la loro terra. Fu denominata Residence Per Sordi “Livia Ieralla”, in memoria della moglie del Presidente dell’ente, Vittorio Ieralla. Nel 1977 furono accolti anche sordomuti anziani o pensionati autosufficienti non terremotati provenienti anche da altre Regioni e da una altra casa di riposo dell’E.N.S. Considerata la forte richiesta e la disponibilità di posti-letto, fu deciso l’accoglimento di ospiti anziani autosufficienti non necessariamente sordomuti.

Con il passare del tempo, le condizioni di salute ed il livello di autosufficienza degli ospiti procedettero ad un graduale aggravamento cui non poteva far fronte un personale assunto in numero limitato e con contratti a scadenza trimestrale; il complesso peraltro risultava sotto utilizzato. Negli anni 1999-2006 il complesso della Casa di Riposo, per iniziative della Diocesi e grazie al sostegno finanziario della Regione, è stato completamente ristrutturato ed ampliato sulla base degli standard previsti per le strutture protette per anziani non autosufficienti, portandone la capienza a 112 posti-letto. Nel 2009 la Regione Friuli Venezia Giulia, con un atto di cessione gratuita ha trasferito alla Diocesi di Trieste la proprietà dell’immobile della Casa di Riposo “Livia Ieralla” con il vincolo perpetuo di destinazione a struttura socio-assistenziale a favore degli anziani non autosufficienti. Considerata la forte richiesta e la disponibilità di posti-letto, fu deciso l’accoglimento di ospiti anziani autosufficienti non necessariamente sordomuti. Con il passare del tempo, le condizioni di salute ed il livello di autosufficienza degli ospiti procedettero ad un graduale aggravamento cui non poteva far fronte un personale assunto in numero limitato e con contratti a scadenza trimestrale; il complesso peraltro risultava sotto utilizzato. Negli anni 1999-2006 il complesso della Casa di Riposo, per iniziative della Diocesi e grazie al sostegno finanziario della Regione, è stato completamente ristrutturato ed ampliato sulla base degli standard previsti per le strutture protette per anziani non autosufficienti, portandone la capienza a 112 posti-letto. Nel 2009 la Regione Friuli Venezia Giulia, con un atto di cessione gratuita ha trasferito alla Diocesi di Trieste la proprietà dell’immobile della Casa di Riposo “Livia Ieralla” con il vincolo perpetuo di destinazione a struttura socio-assistenziale a favore degli anziani non autosufficienti.

Un sentito grazie a Franco Zetini , prezioso custode delle nostre memorie, e al suo www.storiadeisordi.it