La messa celebrata dal vescovo di Trieste mons.Enrico Trevisi è stata il cuore, domenica 26 luglio, della festa dei Santi Anna e Gioacchino, patroni di Casa Ieralla. Oltre 200 i presenti, tra ospiti, familiari e operatori, per la festa, che concide con la Giornata Mondiale 2026 dei Nonni e degli Anziani della Chiesa .
Nella sua omelia, il Vescovo ha preso spunto dall’enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas per indicare il filo conduttore della giornata: la capacità di trasformare i momenti di prova e di limite — così frequenti nella vita, e in particolare nell’esperienza degli anziani e dei malati — in occasioni di attenzione reciproca, tenerezza e ascolto. Una pazienza, ha ricordato mons.Trevisi, che richiama il patire più grande, quello di Cristo sulla croce, non riconosciuto dagli uomini pur essendo Figlio di Dio. Un patire che la Messa rende presente e che insegna ad accogliere ciò che non abbiamo scelto, vivendolo però nella vicinanza gli uni agli altri.

Il Vescovo ha ringraziato i familiari presenti, sottolineando come il loro esserci regolarmente a Casa Ieralla sia un segno concreto che “la vita è preziosa, che non siamo dimenticati e trascurati”. Ha richiamato inoltre l’esortazione di Papa Leone XIV, nella Giornata dei Nonni e degli Anziani, a essere presenti gli uni per gli altri — un’attenzione reciproca che appartiene, ha detto, all’identità cristiana di tutti i credenti.
Al centro dell’omelia anche una riflessione sulla vera gioia: non quella del divertimento o del dovere, ma quella di chi “accende la gioia negli altri”, portando un po’ di luce con un sorriso o un gesto di attenzione. Un’immagine ripresa dal significato del nome di una ospite della casa, la signora Lucilla — “portatrice di luce” — assunta dal Vescovo come invito per tutti a farsi, ciascuno a modo proprio, portatori di luce l’uno per l’altro, riconoscendo in questo la presenza di Gesù nel fratello e nella sorella che vivono la debolezza, la sofferenza, il bisogno di sentirsi ancora amati.
Citando ancora l’enciclica Magnifica Humanitas, il Vescovo ha concluso invitando a non avere paura della fragilità, che porta in sé una nuova potenzialità capace di illuminare anche le altre stagioni della vita: “Se anche tuo padre e tua madre si dimenticassero di te — ha ricordato citando la Scrittura e richiamando il tema della Giornata degli Anziani — io mai mi dimenticherò di te e di quanto la tua vita è preziosa”. Parole che il Signore, ha detto il Vescovo, ripete oggi a ciascuno di noi.
Un invito che si lega idealmente ancora a Papa Leone XIV, che esorta nel suo messaggio alla vicinanza della Chiesa a questa generazione e l’urgenza di non lasciarla sola, riconoscendone la ricchezza e il valore insostituibile per l’intera comunità.

FOTOGRAFIE DI FABIO PARENZAN



